Giuliano Giuliani. Sculture e opere su carta (1991-2007). La Galleria Ceribelli presenta la mostra Giuliano Giuliani. Sculture e opere su carta (1991-2007). L’esposizione, a cura di Fabrizio D’Amico, raccoglie diciotto sculture e una ventina di disegni dell’artista marchigiano, realizzati tra il 1991 e il 2007. Giuliani ha da tempo eletto come materiale esclusivo delle sue sculture il travertino. Proprio a partire dai primi anni Novanta la sua ricerca ha raggiunto la fase più compiuta e matura. Attraverso un serrato confronto con la materia e un faticoso lavoro di scavo, Giuliani ha iniziato allora a svuotare i blocchi di pietra fino a ridurli ad una lamina sottile. Il duro travertino viene trasformato dallo scultore in una membrana di pochi millimetri di spessore che si muove con andamenti sinuosi nello spazio e attraverso le cui fessure, solo talvolta riparate con il gesso, filtra la luce e l’aria. A questo processo di riduzione imposto alla materia, è corrisposta un’analoga sintesi d’immagine. Abbandonata la rappresentazione della figura umana delle opere degli esordi, le forme delle sue sculture si sono semplificate al punto da sfiorare l’astrazione.

Giuseppe Appella. Martedì 12 dicembre 2006, alle ore 19,00, nella ex Chiesa Madonna di Loreto del Castello Malatestiano, annessa alla Fondazione Balestra, si inaugura Il presepe incantato di Giuliano Giuliani, il presepe, realizzato in travertino nel 2004, si presenta in scomparti divisibili e raggruppabili in un grande cerchio di tre metri di diametro dove campeggiano i tre Magi, la mangiatoia, la natività, la tenda dei pastori e la stella.

Sabato 15 luglio 2006, alle ore 18.00, nel santuario di S. Gabriele si inaugura la Dodicesima Biennale d'Arte Sacra Contemporanea negli spazi espositivi del santuario di San Gabriele ad Isola del Gran Sasso (Te), dedicata al tema della Resurrezione dal titolo Testimoni di Gesù Risorto speranza del mondo. Una biennale metodologicamente diversa. Il comitato scientifico composto da Mariano Apa, Giuseppe Billi, Carlo Chenis, Adriano Di Bonaventura e Silvia Pegoraro, ha ritenuto opportuno inventare una formula polivalente nei linguaggi e nei critici al fine di avvicinare più il critico all’artista e l’artista al tema. Tanti critici: Mariano Apa; Amnon Barzel; Maria Cristina Bastante; Luca Beatrice; Giuseppe Billi; Lorenzo Canova; Carlo Fabrizio Carli; Toti Carpentieri; Bruno Corà; Philippe Daverio; Adriano Di Bonaventura; Alberto Fiz; Marco Gallo; Roberto Gramiccia; Pierluigi Lia; Domenico Montalto; Silvia Pegoraro; Elena Pontiggia; Mary Angela Schroth; Giandomenico Semeraro; ogni critico con soli tre artisti. Una formula diversa per ovviare al monolitismo di un unico curatore mostrando come è il cristianesimo i linguaggi possono essere molti anche se il contenuto deve essere chiaramente religioso.