a cura di GIUSEPPE APPELLA                       
autrice Enrica Petrarulo
Il senso dell’installazione di Giuliano Giuliani, che martedì 15 dicembre si presenta a La Nuova Pesa nell’ambito della sua mostra personale, consiste tutto in quella congiunzione disgiuntiva contenuta nel titolo: “Bandiere o dormienti”.
Nella sala grande della galleria, adagiate all’interno di una struttura in legno a comparti orizzontali (realizzazione Graziano Gregori), stanno alcune sculture in travertino che sembrano avere raggiunto il punto zero di una sottrazione di peso, tale è la loro impalpabilità, quella stessa avvertita nell’accarezzamento sensuale di un tessuto serico e levigato.

LA NUOVA PESA

centro per l'arte contemporanea
Martedì 12 Maggio 2015 ore 19

TRINCEE
Il mondo in fiamme e la morte
materiali originali e opere di


Gianfranco Baruchello, Elvio Chiricozzi, Marco Delogu, Daniela De Lorenzo, Marilù Eustachio, Andrea Fogli, Giuliano Giuliani, Stefan Huber, Jannis Kounellis, Nayra Laise, Felice Levini, Florian Merkel, Diego Miguel Mirabella, Daniela Monaci, Hidetoshi Nagasawa, Shirin Neshat, Innocenzo Odescalchi, Luca Maria Patella, Roberto Pietrosanti, Alfredo Pirri, Carlo Rea, Giuseppe Salvatori, Nancy Watkins

Inaugurazione Mostra MalatestaAscoli Piceno, Forte Malatesta 15 marzo - 8 gennaio 2015
a cura di Stefano Papetti 
La città di Ascoli Piceno rende un omaggio importante a Giuliano Giuliani, scultore che è stato in grado di trasformare il travertino in opere piene di poesia, forza e bellezza. Ad ospitare un'ampia selezione dei suoi lavori è il Forte Malatesta di Ascoli che, con la sua scabra potenza, offre una ambientazione ideale ad accogliere le pietre che l'artista ha piegato alla loro nuova natura. 
Il primo paesaggio di Giuliani, ove negli anni Settanta egli ha formato il suo laboratorio d'immagine, è stato certo quello della cava di famiglia, nell'entroterra marchigiano. Può dirsi che quell'alba del suo fare gli sia rimasta lungamente nell'animo: ad essa egli è stato ed è fedelmente avvinto, serbandone gelosamente i valori ideali e fattuali: dal che deriva in prima istanza la peculiarità della sua opera. Da allora - e poi sempre - il suo materiale d'elezione è stato il travertino, con le sue forre profonde e le sue improvvise rivelazioni; solo raramente Giuliani ha avvertito l'urgenza di aggiungere alla pietra che ha scavato qualche elemento estraneo: gessi o materiali diversi, sempre attinti dalla natura.