Giancarlo Bassotti

(...) Il suo intimismo plastico si nutre di natura e si realizza in quella zona grigia tra figurazione e astrazione e narra storie di pietre scritte con il travertino. Il rapporto tra questa pietra viva (realizzatasi per l’ azione di elementi vivi quali la temperatura, la pressione, l’azione batterica, con vuoti lasciati) e l’artista e certo di simbiosi, ma anche di meditato confronto. Dal brano del travertino ancora nel corpo della cava nasce la pulsione della forma e dello stesso contenuto.

La poetica di Giuliani non si nutre, pero, di solo travertino, ma quanto meno della natura sua complessità, dell’uomo che ne e custode, e soprattutto, essere creato a immagine e somiglianza del divino e dunque simulacro del Bello e del sublime. Mentre l’elemento della natura si esplica direttamente nell’esperienza dell’artista, l’uomo e riflesso e sotteso. Una sorta di spiritualizzazione della natura,(...)