Lucia Spadano

Non è molto diverso il discorso di chi, come Giuliano Giuliani, si esprime attraverso la scultura, poiché il contatto che il fare scultura crea con i suoi materiali è un rapporto di idee, in quanto ogni materiale propone idee e creazioni diverse. La materia d’elezione di Giuliani è il travertino, quello di cui e ricca la sua terra d’origine e che gli è familiare da sempre. Nel suo operare la mano accoglie ed accompagna il farsi della forma, cui sottrae consistenza assottigliandola sino a ridurla membrana leggera e trasparente.

Nascono così “immagini” che molto spesso lungo la strada hanno trasgredito il progetto originario, sprigionandosi da un dialogo che sta tra intenzione a priori ed il mistico accoglimento dell’accidentalità. Comunque, sia che si tratti di un progetto pensato o di una “seduzione” dovuta al caso, le opere di Giuliani sono cariche di energia che sprigionano dal cuore della pietra, delle sue schegge e delle sue fratture: realtà impalpabili che trattengono la luce o infuocano l’ombra, a seconda di come si collocano e si relazionano con lo spazio.

 

Pietà, 1978, travertino cm 145x60x84