Carlo Melloni

L’accostamento a Moore non è casuale perché è evidente che Giuliani conosce le sculture del maestro inglese, così come non ignora certe opere di Fontana, Leoncillo e Marino, tanto per fare i nomi di una tradizione scultorea nostrana: reminiscenze piuttosto insistite, e si capisce nelle sculture meno recenti di Giuliani sulle quali egli stesso, del resto, è incline a stendere un velo d’oblio, quasi fossero peccati... di infanzia.

I suoi ultimi lavori - pochi, in verità, per poter esprimere un compiuto giudizio - mostrano l’apprezzabile tendenza a uscire da certi schemi enfatici e purovisibilistici, propri di un tipo di scultura accademica, per arrivare a forme meno definite: torsi monchi e vagamente acefali in una compenetrazione di volumi che vogliono esprimere trasporto verso un naturalismo vitalistico, tattile e sensuale, più che ottico. II futuro ci dirà se e in quale misura Giuliani potrà dare meno incerta caratterizzazione ad una ricerca plastica di cui ha posto, con così appassionata dedizione, le interessanti premesse.

 

Image Operai nella cava Giuliani a Colle San Marco (AP) anni sessanta Catalogo-Locandina, 1^ mostra
 

 

Operai nella cava Giuliani a Colle San Marco (AP) anni sessanta
Catalogo-Locandina, 1^ mostra