Angelo Andreotti

La disciplina delta Terra
sono i padri e i figli
i cani che guidano le pecore
tutti quei nomi dimenticati
sotto la mano sinistra
del suonatore
(Ivano Fossati, La disciplina della Terra)

C’è l’acqua, che è idrogeno e ossigeno che si danno la mano, e siccome l’ossigeno è robusto, mentre l’idrogeno un po’ meno, succede che l’acqua è ossigeno che stringe per mano due idrogeni. È vero che l’idrogeno non è molto robusto, ma siccome nell’abbraccio con l’ossigeno è quest’ultimo che ci mette più forza, allora a lui un po’ di energia resta e con questa cerca di accalappiare altre cose, per esempio il carbonato di calcio, che però non trattiene per molto e basta poco perché ne abbandoni la presa.

Carlo Lorenzetti

La casa-studio di Giuliani a Colle San Marco. Ascoli è lì sotto, lontana. Qui - nella cava paterna, ora dismessa - nel posto della sua infanzia, Giuliani ha costruito la sua dimora (quasi un autoritratto), una dimora collocata nel luogo dello scavo, in un vuoto che un tempo, forse, era un pieno. Una dimora colma di risonanze e di esperienze, di fronte a pareti tagliate di pietra, quasi pagine, superfici irregolari, incise con segni che dicono memorie geologiche di stratificazioni.

Fabrizio D’Amico

“Questi ora non sono tempi per lo stare dritti. Le mie sculture preferiscono la diagonale, l’inclinarsi e l’appoggio, fermarsi un attimo e guardare di lato [...]. Comunque una scultura di per sé è appariscente; vorrei una scultura timida e umile”. Timide e umili: lo sono davvero le opere di Giuliano Giuliani, scavate nel travertino, uno dei grandi materiali della costruzione d’ogni secolo, della celebrazione, dell’ansia dell’eterno? Forse. Certa è invece la loro natura deviante da ogni via della plastica contemporanea: consapevole devianza, per la quale - a farla nascere - è stata necessaria una elaborazione del pensiero su di essa lunga e determinata.