Osvaldo Rossi
Il luogo è destino
Giuliani è un artista pienamente inserito nell’ambiente in cui vive ed opera; è figlio di cavatori del travertino, che con fatica hanno condotto un mestiere duro e ingrato, attualmente messo a dura prova dall’impatto ambientale. (...) La realizzazione dell’opera è sempre il risultato di una lavorazione e di un intervento personali che conferiscono al travertino nobiltà e dignitosa preziosità e lo riscattano dal suo uso quotidiano; tutto ciò sembra avvicinarlo al marmo.

Acquisizioni: Giuliano Giuliani
Carlo Lorenzetti
Insolito è il luogo che ha alimentato la fantasia infantile di Giuliani, la paterna Cava di travertino a Colle San Marco, e che lo ha reso, poi, solitario e appassionato frequentatore di analoghe cave nei dintorni di Ascoli Piceno. Nel travertino, appunto, sono le radici di Giuliano: una materia con una nobile storia, una materia antica che egli lavora con nuove e diverse tensioni e intenzioni espressive; una materia che evoca tempi remoti, ma che egli sa proiettare nel futuro. Il primo pensiero formale di Giuliani è quello di stravolgere la materia privandola del suo ingombro.

Giuliano Giuliani
Il costruire scultura è relazione amorosa e l’amore, giustamente, stabilisce regole e comandamenti. “E l’amore è più sofferto, più scava e più definisce”. Martini in questo è stato il più grande. Martini è la voce della scultura e della sua natura. Martini è il nostro grande amore. Pagherò e pagheremo l’ostinata passione per un concetto Classico-Romantico-Naturale dell’essere e fare? Eppure è proprio in questa stessa direzione che incontro Beuys e Michelangelo, e tante opere astratte, figurative, concettuali, o fatte con infiniti materiali e mezzi ma con gli stessi termini ed ingredienti. Il primo pensiero è quello di non sfiorare queste frasi ma solo leggerle, come un testo sacro.