Sono trascorsi parecchi giorni dalla visita che ho compiuto alla mostra di Giuliano Giuliani ad Ascoli Piceno e ritornano con insistenza alla mia mente le immagini di quelle sue raffinate sculture ricavate dai blocchi di travertino estratti dal pendio della collina accanto alla sua casa.
Sono immagini di figure sconosciute semplici e naturali, reperti di natura segnati dal lavoro dell’artista che ora si connotano come icone destinate a durare nel tempo.

Fabrizio D'Amico

Qualche tempo fa mi sembrava di poter riconoscere il 'luogo' più vero della scultura di Giuliano Giuliani come quello della trasparenza, della lacuna, dell'assenza; della rinuncia alla materia intesa come ingombro, come peso, come demone autoreferenziale; e della sua assunzione all'opposto ‑ come traccia, soffio, memoria: sino a sfiorare, forse, il mistero. Non avendo dimestichezza, allora, con l'opera di Giorgio Cutini. Ma oggi che il suo lavoro e quello di Giuliani vengono presentati fianco a fianco, penso di poter ripetere per Cutini, quasi identiche, molte fra quelle parole. La memoria, ad esempio, è certo un modo di percepire la realtà cui Cutini non rinuncerebbe a cuor leggero: memoria intesa non come viatico ad una generica distanza dall'oggi, ma come dilatazione del tempo in cui la realtà si fa presente allo sguardo, come attimo che prolunga la percezione del reale, che rende leggibile la traccia che un evento ha impresso nella nostra esistenza.

Paola Bonani

Quadro scultura è il titolo che Giuliano Giuliani ha dato a una piccola serie di lavori recenti. Un titolo che svela la natura ambigua di quello spazio, altrimenti indefinibile, da cui la sua vocazione di scultore ha tratto costante alimento: uno spazio in cui ha origine quella tensione propria di tutta la sua opera, che nasce dalla pietra, grave e pesante, e si fa immagine, lieve e incorporea. Nei Quadri sculture, tutti datati al 2010, il travertino che Giuliani estrae dalla cava di famiglia a Colle San Marco, sopra ad Ascoli Piceno, è trasformato dali lungo e paziente lavoro dell'artista in un foglio sottile, di pochi centimetri di spessore, dal perimetro imperfettamente rettangolare. Fogli di pietra appesi alla parete, come appunto dei quadri.